Asd Cusino - Valli del Ceresio 1 -3
Continua la marcia del Ceresio!

E’ giovedì sera e sul campo di via ghiaie a San Pietro è in programma il derby fra il Cusino e la Valli del Ceresio.
Il Ceresio tornato al primo posto a seguito dell’effettuazione dei recuperi delle gare non giocate per neve e vinte con autorevolezza vuole tentare un allungo in classifica e volare via come un palloncino nel cielo ma il Cusino dichiara di avere le munizioni giuste per impedire il decollo.
Alle ore 16.00 Rigamonti effettua un sopralluogo al campo e si convince dell’impossibilità di giocare dichiarando che sembra di essere in uno stagno ma alle ore 21.00, non si schierano rane e rospi bensì due compagini di bucanieri pronti a darsi battaglia.
Il veloce vascello del Cusino tenta di attaccare il galeone del Ceresio con improvvise e potenti sortite ma i gialloblu sono vigili e chiudono tutti i varchi, nessuno dei bianchi riesce a salire sulla tolda e la porta di Sala rimane inviolata.
La gara non si accende, le polveri sono bagnate dal temporale del pomeriggio e la scintilla non scatta ma si gioca sempre colpo su colpo. Un certo nervosismo pervade il Cusino, compreso mister Pedrazzani normalmente molto riflessivo, che riversa in campo un gioco maschio e aggressivo.
Caligari subisce un duro colpo in un duello sulla fascia ma pur zoppicando non demorde.
Saia sulla sinistra non affonda mentre Marchi a destra è un orologio a pendolo che segna le offensive gialloblù contenute anche centralmente dalla difesa del Cusino. Improvvisamente però da una palla centrale Buzzi fa partire una rasoiata degna di un film di Dario Argento che taglia in verticale la difesa dei bianchi e si stampa sul palo con il portiere in ritardo. Un lampo isolato ma che poteva essere micidiale. Si continua a reti bianche e anche il Cusino prova ad offendere con un paio di conclusioni che passano vicino ai montanti della porta gialloblu.
La gara non offre azioni degne di nota e da una parte mister Pedrazzani appare un po’ “stizzito” dalla prestazione dei suoi mentre dall’altra il duo “Pedrito el Drito” Sanna e Pupillo riflettono sul da farsi. La loro riflessione è interrotta però al termine del primo tempo ma non dal fischio finale dell’arbitro bensì dall’unica azione corale del Ceresio che sblocca il risultato. Capitan Del Fante si impegna in un corpo a corpo sulla trequarti di destra e con un colpo di tacco libera Marchi in fascia: lo scorpione bianco traccheggia, alza la testa e vede Saia inserirsi al centro; parte un cross verso il mancino mentre Mazza dalla panchina indica e incita al calcio al volo…. Saia esegue quanto richiesto e con un colpo di scimitarra che ricorda per potenza e precisione un tigrotto della Malesia nelle battaglie contro Brooke affetta il portiere ospite sotto lo sguardo compiaciuto di Yanez qui rappresentato da Sanna (solo per i baffi).
Pupillo sembra Bernadette a Lourdes quando rimase esterrefatta dall’apparizione della Madonna e non riesce a scuotersi. Viene risvegliato dal fischio finale dell’arbitro come usa fare Giucas Casella nei suoi esperimenti.
La ripresa si preannuncia vibrante, il risultato è stato sbloccato da una prodezza ma la partita non ha offerto spunti degni di essere raccontati dalla penna di Calliope, la musa della poesia epica, figlia di Zeus e ispiratrice dell’Iliade e dell’Odissea.
Il Cusino rientra in campo molto agguerrito e pareggia i conti. Lasciato crossare Pigazzi dalla destra capitan Pedrazzani anticipa di testa tutti e dall’area piccola fulmina Sala in girata. Come diceva il buon vecchio Ginettaccio Bartali “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare” per il Ceresio ma i gialloblu gonfiano il petto come lo spinnaker di Alinghi nell’America’s Cup e riprendono a spingere.
Poca lucidità e fluidità di manovra non permettono di costruire qualcosa di pregevole ma la sensazione è che si possa passare in vantaggio di nuovo. Il Cusino da parte sua si difende anche se un po’ confusamente ma in modo efficace.
Sembra davvero di essere all’abbordaggio in mare con combattimenti singoli e non organizzati dove ognuno ha la possibilità di prevalere sull’altro ma per ora la bilancia non pende da una parte o dall’altra pur avendo il Ceresio messo il piede sulla nave avversaria.
Sanna e Pupillo pensano al da farsi ma un passo in avanti lo fa Del Fante con un colpo di colubrina che annienta la difesa del Cusino e permette di sfondare.
La pesante palla uscita dal piede cannoneggiante del capitano colpisce il bersaglio e porta in vantaggio i gialloblù.
Entra Mazza al posto di Caligari che non è riuscito a districarsi fra le alghe malefiche dei difensori cusinesi e si attesta a centrocampo con spostamento di Buzzi in avanti.
La partita è sempre un filo di seta che potrebbe spezzarsi ma aggiungere altri fili renderebbe più solido il legame con la vittoria e il Ceresio vuole diventare come Marinella, il famoso sarto napoletano apprezzato in tutto il mondo per le sue cravatte in seta pur non avendone oggi la stessa eleganza ma ben consci del proprio valore.
Il filo decisivo viene tessuto a circa cinque minuti dalla fine; Del Fante avanza centralmente palla al piede affiancato a destra da Mazza; scarico del capitano un paio di metri fuori dall’area… Mazza potrebbe calciare ma visto il terreno irregolare non è sicuro dell’impatto con la sfera e quindi opta per un controllo; Pedrazzani gli ringhia addosso ma con sapienza addomestica il pallone e attira su di sé la difesa; gioco di prestigio in area con il classico “palla c’è palla non c’è” degno del grande illusionista Houdini con doppio dribbling al capitano del Cusino che non vede più la sfera e tocco delicato come una pennellata di Degas verso il centro area dove il liberissimo Buzzi spietato come Charles Bronson nel Giustiziere della Notte deposita in rete per il 3 a 1 dei gialloblù.
Pupillo e Sanna prendono abbondante dose di Coramina per aiutarli a superare il mal di cuore causato dall’azione dei suoi attaccanti per poi esplodere intonando l’Inno alla Gioia del Maestro Ludwig Van Beethoven.
Il Cusino annichilito dal doppio svantaggio e dal cinismo del Ceresio non demorde ma rimane attaccato alla partita come un koala al suo albero. Nelle Valli del Ceresio però non c’è posto per i marsupiali e i gialloblù lo fanno subito capire.
Pregevoli un paio di conclusioni di Thomas Pedrazzani che sibilano vicine al palo di Sala e un ultimo intervento di quest’ultimo che spegne le ultime velleità dei cusinesi e i riflettori del Comunale mandando le due squadre sotto la doccia.
Festeggiamenti del Ceresio che porta a +4 il vantaggio sugli immediati inseguitori e Rigamonti che, rispettando quanto promesso, offre la pizza a tutti nel feudo del Pinguino.
Ceresio che pur non avendo impressionato ha dimostrato ancora la compattezza di squadra e le variabili possibili offerte dal proprio organico dove coesistono potenza e agilità come un drakkar vichingo quando è vicino alla costa con tutti gli effettivi ai remi per assaltare l’avversario con la polena come Cerbero il cane a tre teste a guardia dello Stige rappresentati da Sanna, Pupillo e Rigamonti.

Tabellino marcatori Ceresio

Saia – Del Fante - Buzzi