E’ giovedì
sera e sul campo di via ghiaie a San Pietro
è in programma il derby fra il Cusino
e la Valli del Ceresio.
Il Ceresio tornato al primo posto a seguito
dell’effettuazione dei recuperi delle
gare non giocate per neve e vinte con autorevolezza
vuole tentare un allungo in classifica e volare
via come un palloncino nel cielo ma il Cusino
dichiara di avere le munizioni giuste per impedire
il decollo.
Alle ore 16.00 Rigamonti effettua un sopralluogo
al campo e si convince dell’impossibilità
di giocare dichiarando che sembra di essere
in uno stagno ma alle ore 21.00, non si schierano
rane e rospi bensì due compagini di bucanieri
pronti a darsi battaglia.
Il veloce vascello del Cusino tenta di attaccare
il galeone del Ceresio con improvvise e potenti
sortite ma i gialloblu sono vigili e chiudono
tutti i varchi, nessuno dei bianchi riesce a
salire sulla tolda e la porta di Sala rimane
inviolata.
La gara non si accende, le polveri sono bagnate
dal temporale del pomeriggio e la scintilla
non scatta ma si gioca sempre colpo su colpo.
Un certo nervosismo pervade il Cusino, compreso
mister Pedrazzani normalmente molto riflessivo,
che riversa in campo un gioco maschio e aggressivo.
Caligari subisce un duro colpo in un duello
sulla fascia ma pur zoppicando non demorde.
Saia sulla sinistra non affonda mentre Marchi
a destra è un orologio a pendolo che
segna le offensive gialloblù contenute
anche centralmente dalla difesa del Cusino.
Improvvisamente però da una palla centrale
Buzzi fa partire una rasoiata degna di un film
di Dario Argento che taglia in verticale la
difesa dei bianchi e si stampa sul palo con
il portiere in ritardo. Un lampo isolato ma
che poteva essere micidiale. Si continua a reti
bianche e anche il Cusino prova ad offendere
con un paio di conclusioni che passano vicino
ai montanti della porta gialloblu.
La gara non offre azioni degne di nota e da
una parte mister Pedrazzani appare un po’
“stizzito” dalla prestazione dei
suoi mentre dall’altra il duo “Pedrito
el Drito” Sanna e Pupillo riflettono sul
da farsi. La loro riflessione è interrotta
però al termine del primo tempo ma non
dal fischio finale dell’arbitro bensì
dall’unica azione corale del Ceresio che
sblocca il risultato. Capitan Del Fante si impegna
in un corpo a corpo sulla trequarti di destra
e con un colpo di tacco libera Marchi in fascia:
lo scorpione bianco traccheggia, alza la testa
e vede Saia inserirsi al centro; parte un cross
verso il mancino mentre Mazza dalla panchina
indica e incita al calcio al volo…. Saia
esegue quanto richiesto e con un colpo di scimitarra
che ricorda per potenza e precisione un tigrotto
della Malesia nelle battaglie contro Brooke
affetta il portiere ospite sotto lo sguardo
compiaciuto di Yanez qui rappresentato da Sanna
(solo per i baffi).
Pupillo sembra Bernadette a Lourdes quando rimase
esterrefatta dall’apparizione della Madonna
e non riesce a scuotersi. Viene risvegliato
dal fischio finale dell’arbitro come usa
fare Giucas Casella nei suoi esperimenti.
La ripresa si preannuncia vibrante, il risultato
è stato sbloccato da una prodezza ma
la partita non ha offerto spunti degni di essere
raccontati dalla penna di Calliope, la musa
della poesia epica, figlia di Zeus e ispiratrice
dell’Iliade e dell’Odissea.
Il Cusino rientra in campo molto agguerrito
e pareggia i conti. Lasciato crossare Pigazzi
dalla destra capitan Pedrazzani anticipa di
testa tutti e dall’area piccola fulmina
Sala in girata. Come diceva il buon vecchio
Ginettaccio Bartali “L’è
tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”
per il Ceresio ma i gialloblu gonfiano il petto
come lo spinnaker di Alinghi nell’America’s
Cup e riprendono a spingere.
Poca lucidità e fluidità di manovra
non permettono di costruire qualcosa di pregevole
ma la sensazione è che si possa passare
in vantaggio di nuovo. Il Cusino da parte sua
si difende anche se un po’ confusamente
ma in modo efficace.
Sembra davvero di essere all’abbordaggio
in mare con combattimenti singoli e non organizzati
dove ognuno ha la possibilità di prevalere
sull’altro ma per ora la bilancia non
pende da una parte o dall’altra pur avendo
il Ceresio messo il piede sulla nave avversaria.
Sanna e Pupillo pensano al da farsi ma un passo
in avanti lo fa Del Fante con un colpo di colubrina
che annienta la difesa del Cusino e permette
di sfondare.
La pesante palla uscita dal piede cannoneggiante
del capitano colpisce il bersaglio e porta in
vantaggio i gialloblù.
Entra Mazza al posto di Caligari che non è
riuscito a districarsi fra le alghe malefiche
dei difensori cusinesi e si attesta a centrocampo
con spostamento di Buzzi in avanti.
La partita è sempre un filo di seta che
potrebbe spezzarsi ma aggiungere altri fili
renderebbe più solido il legame con la
vittoria e il Ceresio vuole diventare come Marinella,
il famoso sarto napoletano apprezzato in tutto
il mondo per le sue cravatte in seta pur non
avendone oggi la stessa eleganza ma ben consci
del proprio valore.
Il filo decisivo viene tessuto a circa cinque
minuti dalla fine; Del Fante avanza centralmente
palla al piede affiancato a destra da Mazza;
scarico del capitano un paio di metri fuori
dall’area… Mazza potrebbe calciare
ma visto il terreno irregolare non è
sicuro dell’impatto con la sfera e quindi
opta per un controllo; Pedrazzani gli ringhia
addosso ma con sapienza addomestica il pallone
e attira su di sé la difesa; gioco di
prestigio in area con il classico “palla
c’è palla non c’è”
degno del grande illusionista Houdini con doppio
dribbling al capitano del Cusino che non vede
più la sfera e tocco delicato come una
pennellata di Degas verso il centro area dove
il liberissimo Buzzi spietato come Charles Bronson
nel Giustiziere della Notte deposita in rete
per il 3 a 1 dei gialloblù.
Pupillo e Sanna prendono abbondante dose di
Coramina per aiutarli a superare il mal di cuore
causato dall’azione dei suoi attaccanti
per poi esplodere intonando l’Inno alla
Gioia del Maestro Ludwig Van Beethoven.
Il Cusino annichilito dal doppio svantaggio
e dal cinismo del Ceresio non demorde ma rimane
attaccato alla partita come un koala al suo
albero. Nelle Valli del Ceresio però
non c’è posto per i marsupiali
e i gialloblù lo fanno subito capire.
Pregevoli un paio di conclusioni di Thomas Pedrazzani
che sibilano vicine al palo di Sala e un ultimo
intervento di quest’ultimo che spegne
le ultime velleità dei cusinesi e i riflettori
del Comunale mandando le due squadre sotto la
doccia.
Festeggiamenti del Ceresio che porta a +4 il
vantaggio sugli immediati inseguitori e Rigamonti
che, rispettando quanto promesso, offre la pizza
a tutti nel feudo del Pinguino.
Ceresio che pur non avendo impressionato ha
dimostrato ancora la compattezza di squadra
e le variabili possibili offerte dal proprio
organico dove coesistono potenza e agilità
come un drakkar vichingo quando è vicino
alla costa con tutti gli effettivi ai remi per
assaltare l’avversario con la polena come
Cerbero il cane a tre teste a guardia dello
Stige rappresentati da Sanna, Pupillo e Rigamonti.
Tabellino marcatori Ceresio
Saia – Del Fante
- Buzzi
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